domenica 22 aprile 2012
La strada in fondo al mare
Tutto ha inizio sul Titanic, l'inaffondabile nave della speranza. Due donne di ceti sociali differenti si imbarcano: da una parte la giovane May che con il marito Joe e la piccola Ellen tentano la fortuna in America, dall'altra la ricca inglese Celeste che deve ritornare in America dal ricco e violento marito e dal figlio Roddy dopo essere stata al funerale della madre. Nella terribile notte del naufragio le due donne verranno prepotentemente unite dalla tragedia, la scialuppa di Celeste salverà May, disperata per aver perso marito e figlia. Ma quando tutto sembra già scritto il capitano Smith le mette tra le braccia la bambina in fasce poco prima di annegare. Quando però May scosta la copertina per guardare la sua piccola si trova di fronte a due occhi neri e ad una carangione scura, molto differente dalla chiara Ellen. Chi è quella bambina? In preda alla sofferenza e e al dubbio May decide di occuparsi della piccola fingendo che si tratti di sua figlia, iniziando un'intricata rete di bugie. Sbarcano così assieme, lei, Celeste e la piccola rinominata Ella, per non dover ricordare ogni istante la sua piccola Ellen smarrita nelle fredde acque. La profonda amicizia tra Celeste e May durerà tutta la vita, resistente alla distanza quando May deciderà di tornare in Inghilterra, resistente alla malattia quando May, sopraffatta dai sensi di colpa per il sequestro della bambina sprofonderà in una terribile depressione, resistente anche al dolore quando Celeste, rafforzata dalla terribile esperienza che le ha cambiato la vita deciderà di affrontare il marito e scappare con il piccolo Roddy per tornare alla sua padria.
Una storia molto bella, profonda, appassionata e mai banale. Affrontare uno spazio temporale così ampio in un romanzo può diventare pesante e noioso per il lettori, perso tra date, avvenimenti più che per la storia in sè. Invece questo non è accaduto, la storia è ben scritta e mai stancante.
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