domenica 26 febbraio 2012
Amore zucchero e cannella
Juliet è una ragazze che non ha mai avuto una "famiglia" standard. La madre troppo giovane si sentiva stretta nella figura di mamma e moglie, così cerca continue evasioni. Il padre infelice e ancora innamorato, soppraffatto dal dolore si suicida quando Juliet ha appena 9 anni. Juliet viene così cresciuta dalla nonna mentre la madre viaggia per il mondo. Però sogna di creare una famiglia tutta sua, sogna una casa accogliente che profumi di biscotti e in cui sentirsi finalmente sicura e protetta e immensamente felice. Ma molte volte la vita ti porta a sbattere la faccia contro la realtà... infatti durante la prima sera di convivenza nel loro nuovo appartamento, in un momento di passione il fidanzato Simon la chiama con il nome della sua amica "Hanna"... e così scopre che non tutte le favole hanno il lieto fine, ma la vita è piena di rospi che restano rospi e non diventano principi con un bacio ^^. Così Juliet intrapprende un percorso che la porterà a ritrovare se stessa, accompagnata dai libri della nonna pieni di consigli e suggerimenti sulla "felicità domestica", e chissà che alla fine, dopo tante avventure e stramberie che le capiteranno, non troverà finalmente anche quell'amore che tanto desiderava.
Un libro semplice, dolce, e divertente allo stesso tempo. Dopo averlo acquistato avevo letto molte recensioni negative e avevo creduto ad un flop. Devo dire invece che sono restata incollata alle pagine fino all'ultimo, ho riso a crepapelle, mi sono emozionata e ho sperato a dita incrociate fino all'ultimo in un lieto fine. Mi sono affezzionata alla dolce Juliet e alle sue pazze avventure!
lunedì 20 febbraio 2012
Sanremo 2012
E anche questo Sanremo è finito, il Sanremo delle polemiche... io devo essere sincera, non l'ho seguito, a me non piace e credo di non essere riuscita mai in vita mia ad arrivare alla fine di una puntata senza addormentarmi. Però ho ascoltato qualche canzone su youtube e devo dire che avevo indovinato in anticipo le 3 che sarebbero finite sul podio. Ma la mia preferita è quella di Arisa, una canzone toccante che mi fa venire i brividi. Devo dire che mi spiace non sia la vincitrice perchè merita davvero, Arisa è davvero cresciuta
In time
Venerdì sono stata al cinema a vedere questo film, molto attratta dalla storia originale che, in un periodo di crisi come questo, non sembra ormai allontanarsi dalla realtà: lottare per sopravvivere ai più forti. XD
In un futuro non molto lontano la moneta di scambio è il TEMPO. Non soldi, ma minuti, secondi della propria vita. E' questo il perno centrale su cui ruota questo film. Ogni essere umano, dal momento della propria vita ha a disposizione 25 anni, al raggiungimento dei quali deve lavorare e "combattere" per ottenere ogni singolo minuto, senza però invecchiare mai. In questo mondo, come in tutti, ci sono i miliardari che hanno a disposizioni secoli, mentre nelle file più basse c'è gente che deve sudare per guadagnare una singola ora di vita in più, e molto spesso, non riuscendo ad ottenerla, muore nello stesso istante in cui il suo timer si azzera. Ma come sarebbe un mondo in cui la gente, se riesce ad ottenere tempo, non muore mai???? Lo definirei affollato, ingestibile, inabitabile.... ed è proprio per questo che puntualmente i prezzi/tempi delle cose vengono aumentati, così che i più deboli non riescano a sopravvivere e lascino spazio agli altri. Intanto la casta privilegiata dei più forti sopravvive sempre, protetta da rigide regole fatte rispettare dai custodi del tempo che impediscano ai più deboli di arricchirsi finendo nel loro piccolo club privato. E' in questa realtà che prende vita la storia di Will Salas, un giovane che, scoperta la tremenda realtà su cui gira tutto il sistema, decide di combattere rubando il tempo e donandolo ai più poveri, un robin hood moderno. :-)
Una storia nuova per un film ben riuscito!
giovedì 16 febbraio 2012
Molto forte incredibilmente vicino
Anche oggi vi parlerò di libri... in particolare uno degli ultimi libri che ho letto e posso dire anche uno dei più belli.
Si tratta di "Molto forte incredibilmente vicino" di Jonathan Sadran Foer.
La storia parla di Oskar Schell, un bambino di 9 anni sveglio ed intelligente con la passione per le invenzioni. La sua mente è tutto uno scrigno da scoprire ed amare. La sua vita è cambiata l'11 settembre 2001 quando due maledetti aerei si schiantarono sulle torri gemelle portandosi via molte vite, tra cui quella del suo amato e adorato padre. Il piccolo Oskar non accetta questa perdita, non accetta che il mondo continui a girare quando uno dei pezzi più importanti del puzzle della sua vita non c'è più, non accetta di vedere sua madre tornare a sorridere e a vivere, mentre lui non riesce e non vuole farlo. Così Oskar si chiude tra gli intricati labirinti che la sua mente riesce a costruire, le sue invenzioni e le sue ricerche. Un giorno tra le cose di suo padre il giorvane inventore trova una chiave assieme ad un bigliettino con scritto "Black". La mente di Oskar si sbizzarrisce, c'è un nuovo mistero da svelare, Black è il nome di una persona o di un colore? Che cosa apre quella chiave? Così Oskar inizia questa nuova sfida che lo porterà a conoscere moltissime persone interessanti e a visitare luoghi nuovi.
Questo libro è ricco di frasi che mi hanno colpita e lasciata senza fiato. Ve ne cito qualcuna:
"Il bambino chiese alla bambina di dire nel barattolo: ‘Ti amo’, senza fornirle altre spiegazioni.
E lei non gliene chiese, nè disse ‘che sciocchezza’, o ‘siamo troppo giovani per l’amore’; e non suggerì neanche alla lontana che diceva ‘ti amo’ perchè glielo aveva chiesto lui.
Invece, gli rispose: ‘Ti amo’.
Il messaggio viaggiò per lo yo-yo, la bambola, il diario, la collana, la trapunta, il filo da bucato, il regalo di compleanno, l’arpa, la bustina da tè, la racchetta da tennis, l’orlo della gonna che un giorno lui avrebbe dovuto toglierle… Il bambino coprì il suo barattolo con un coperchio, lo staccò dalla corda e collocò l’amore della bambina per lui su un ripiano del proprio armadio.
Ovviamente, non potè mai aprire il barattolo perchè altrimenti avrebbe perso il contenuto.
Gli bastava sapere che era lì."
“A me piace vedere le persone riunite, forse è sciocco, ma che dire, mi piace vedere la gente che si corre incontro, mi piacciono i baci e i pianti, amo l’impazienza, le storie che la bocca non riesce a raccontare abbastanza in fretta, le orecchie che non sono abbastanza grandi, gli occhi che non abbracciano tutto il cambiamento, mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno, mi siedo in disparte con un caffè e scrivo nel diario, controllo gli orari dei voli anche se ormai li conosco a memoria, osservo e scrivo, cerco di non ricordare la vita che non volevo perdere ma che ho perduto e devo ricordare, essere qui mi riempie di gioia il cuore anche se la gioia non è mia, e alla fine della giornata riempio la valigia di vecchie notizie.”
"Mi sono alzato in piedi sul letto, ho puntato le dita verso le finte stelle e ho gridato: “Ho cambiato il corso delle storia dell’uomo!” “Proprio così.” “Ho cambiato l’universo!” “Esatto.” “Sono Dio!” “Sei ateo.” “Non esisto!” Mi sono ributtato sul letto, tra le sue braccia, e ci siamo scompisciati tutti e due.”
“«Che cosa intendi per seppellire i tuoi sentimenti?» «Anche se saranno fortissimi non li lascerò uscire. Se dovrò piangere, piangerò dentro. Se dovrò sanguinare, mi verranno dei lividi. Se il mio cuore comincerà a dare i numeri, non ne parlerò con nessuno al mondo. Tanto non serve. Rovina solamente la vita a tutti.»”
Tra poco uscirà anche una trasposizione cinematografica del romanzo che spero non mi lascerà delusa, nonostante si sa che quello che compare sul piccolo schermo non darà mai le stesse emozioni delle pagine sfogliate. Vi lascio comunque il trailer da visionare, le premesse sembrano buone ;-)
Si tratta di "Molto forte incredibilmente vicino" di Jonathan Sadran Foer.
La storia parla di Oskar Schell, un bambino di 9 anni sveglio ed intelligente con la passione per le invenzioni. La sua mente è tutto uno scrigno da scoprire ed amare. La sua vita è cambiata l'11 settembre 2001 quando due maledetti aerei si schiantarono sulle torri gemelle portandosi via molte vite, tra cui quella del suo amato e adorato padre. Il piccolo Oskar non accetta questa perdita, non accetta che il mondo continui a girare quando uno dei pezzi più importanti del puzzle della sua vita non c'è più, non accetta di vedere sua madre tornare a sorridere e a vivere, mentre lui non riesce e non vuole farlo. Così Oskar si chiude tra gli intricati labirinti che la sua mente riesce a costruire, le sue invenzioni e le sue ricerche. Un giorno tra le cose di suo padre il giorvane inventore trova una chiave assieme ad un bigliettino con scritto "Black". La mente di Oskar si sbizzarrisce, c'è un nuovo mistero da svelare, Black è il nome di una persona o di un colore? Che cosa apre quella chiave? Così Oskar inizia questa nuova sfida che lo porterà a conoscere moltissime persone interessanti e a visitare luoghi nuovi.
Questo libro è ricco di frasi che mi hanno colpita e lasciata senza fiato. Ve ne cito qualcuna:
"Il bambino chiese alla bambina di dire nel barattolo: ‘Ti amo’, senza fornirle altre spiegazioni.
E lei non gliene chiese, nè disse ‘che sciocchezza’, o ‘siamo troppo giovani per l’amore’; e non suggerì neanche alla lontana che diceva ‘ti amo’ perchè glielo aveva chiesto lui.
Invece, gli rispose: ‘Ti amo’.
Il messaggio viaggiò per lo yo-yo, la bambola, il diario, la collana, la trapunta, il filo da bucato, il regalo di compleanno, l’arpa, la bustina da tè, la racchetta da tennis, l’orlo della gonna che un giorno lui avrebbe dovuto toglierle… Il bambino coprì il suo barattolo con un coperchio, lo staccò dalla corda e collocò l’amore della bambina per lui su un ripiano del proprio armadio.
Ovviamente, non potè mai aprire il barattolo perchè altrimenti avrebbe perso il contenuto.
Gli bastava sapere che era lì."
“A me piace vedere le persone riunite, forse è sciocco, ma che dire, mi piace vedere la gente che si corre incontro, mi piacciono i baci e i pianti, amo l’impazienza, le storie che la bocca non riesce a raccontare abbastanza in fretta, le orecchie che non sono abbastanza grandi, gli occhi che non abbracciano tutto il cambiamento, mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno, mi siedo in disparte con un caffè e scrivo nel diario, controllo gli orari dei voli anche se ormai li conosco a memoria, osservo e scrivo, cerco di non ricordare la vita che non volevo perdere ma che ho perduto e devo ricordare, essere qui mi riempie di gioia il cuore anche se la gioia non è mia, e alla fine della giornata riempio la valigia di vecchie notizie.”
"Mi sono alzato in piedi sul letto, ho puntato le dita verso le finte stelle e ho gridato: “Ho cambiato il corso delle storia dell’uomo!” “Proprio così.” “Ho cambiato l’universo!” “Esatto.” “Sono Dio!” “Sei ateo.” “Non esisto!” Mi sono ributtato sul letto, tra le sue braccia, e ci siamo scompisciati tutti e due.”
“«Che cosa intendi per seppellire i tuoi sentimenti?» «Anche se saranno fortissimi non li lascerò uscire. Se dovrò piangere, piangerò dentro. Se dovrò sanguinare, mi verranno dei lividi. Se il mio cuore comincerà a dare i numeri, non ne parlerò con nessuno al mondo. Tanto non serve. Rovina solamente la vita a tutti.»”
Tra poco uscirà anche una trasposizione cinematografica del romanzo che spero non mi lascerà delusa, nonostante si sa che quello che compare sul piccolo schermo non darà mai le stesse emozioni delle pagine sfogliate. Vi lascio comunque il trailer da visionare, le premesse sembrano buone ;-)
giovedì 9 febbraio 2012
Il riflesso dell'anima
Lorenzo è un giovane 25 che, a discapito della sua bassa posizione sociale, decide di sfidare il destino e inseguire un sogno... diventare medico. Così, contro la volontà del padre che lo reputa un illuso senza il coraggio di prendersi le sue responsabilità, grazie alle sue borse di studio Lorenzo decide di iscriversi all'università, per scrivere il suo destino da solo. E proprio lì, tra le magiche strade di Verona, incontrerà l'amore della sua vita, Lena, figlia di uno dei più importanti commercianti di lana, ricchissima, ma esuberante, ribelle e sognatrice, che non accetta di sottostare alle rigide regole imposte dalla sua nobile famiglia. Il loro amore sboccia giorno dopo giorno nonostante il terrore di Lorenzo di "non essere abbastanza", di "non poter far parte del suo mondo". Finchè un giorno Lena scopre che il padre ha scelto per lei un fidanzato e vuole che vada a vivere a Parigi con lui. Lena la notte stessa corre da Lorenzo disperata, non sapendo come fare, aspettando una sua reazione, un suo aiuto. Ma tutte le paure di Lorenzo, più vive che mai dopo questa orribile rivelazione, lo portano a lasciarla andare, a pensare che lei si merita quella vita che lui non potrebbe mai darle, una vita di sfarzi, belle macchine, ville spaziose... e si tira indietro. Così Lena parte per Parigi e Lorenzo se ne pente, subito, ma purtroppo non potrà più fare nulla per cambiare le cose perchè la mattina successiva nulla sarà più lo stesso. Non appena aprirà gli occhi si ritroverà in un altro corpo, il corpo di un vecchio, un corpo ormai sfiorito e rallentato, un corpo che sta per terminare ormai i suoi giorni. Come potrai mai Lorenzo tornare alla sua realtà? Come potrà tornare da lei e fermare quel matrimonio che la renderà infelice per il resto dei suoi giorni?
La dolcezza di questo libro traspare da ogni singola riga, un amore immenso che ogni persona vorrebbe vivere, un amore grande ed infinito che non conosce tempo, che non appassisce mai...
Un libro da leggere, da gustare pagina dopo pagina, da amare...
Il giardino dei segreti
Uno dei più bei libri che io abbia letto finora...
La storia inizia agli albori della prima guerra mondiale quando una bambina senza più memoria e con solo una piccola valigia viene ritrovata in un porto australiano, appena sbarcata da una nave proveniente dall'Inghilterra. Dopo 21 anni, durante il suo compleanno, Nell scoprirà che le persone che l'hanno cresciuta non sono i suoi veri genitori e la sua vita cambierà radicalmente. Inizierà così la ricerca delle sue origini e della sua vera famiglia, ma purtroppo non potrà vederne l'epilogo... Alla sua morte la nipote scoprirà l'alone di segreti in cui la figura della nonna era avvolta e di cui non sospettava nulla, e deciderà così di arrivare fino in fondo per svelare questo grande mistero...
Una storia meravigliosa contornata da paesaggi fiabeschi e da personaggi altrettanto fantastici che vi appassioneranno e vi terranno legati alle pagine fino ad arrivare al non scontato epilogo. Veramente un libro bello, bello, bello, da leggere tutto d'un fiato!
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Amelia è una giovane anima, morta affogata nelle acque di un fiume, e rimasta come spirito sulla terra senza ricordare più nulla sulla sua identità, sul come sia finita in quel fiume, sulla sua vita, sul suo aspetto... L'unica cosa che ricorda è il suo nome. E' costretta a vagare sulla terra senza meta e ogni tanto si trova a rivivere, senza sapere come, l'esperienza della sua morte per poi risvegliarsi in un cimitero. Nel suo cimitero? Questo non lo sa perchè non ha mai avuto il coraggio di guardare le lapidi per paura di trovare tra quelle foto e quei nomi qualche cosa, anche solo un ricordo, che le mostri più certa e concreta la sua morte. E così ogni volta fugge da quel triste luogo e dai possibili ricordi che custodisce. Ma in uno dei suoi incubi nel fiume si accorge di trovarsi realmente lì e di non essere sola, c'è un giovane ragazzo privo di sensi che sta affogando affondando sempre più nelle acque scure, può sentire il battito del suo cuore che diventa sempre più debole, più incerto. E Amelia non lo accetta, non vuole che qualcun altro muoia al suo stesso modo passando quello che ha passato lei. Urla, si dispera, prova ad afferrarlo mentre il cuore del ragazzo diventa improvvisamente muto. Ma inaspettatamente i suoi occhi si riaprono, il cuore riprende il suo ritmo, lui riesce misteriosamente a vederla... e una volta risalito in superficie Amelia capisce che un pezzo del suo cuore resterà sempre legato a lui.
Sono stata attratta da questo libro per l'opinione della critica "un romanzo che vi farà palpitare il cuore". Devo dire che purtroppo così non è stato e devo bocciare questa storia. Un racconto carino, parzialmente già sentito (la storia di un umano con un angelo, uno spirito, un fantasma non è nulla di originale), ma niente che mi abbia fatta emozionare. Forse ultimamente ero abituata a capolavori di ben altro spessore, ma questa mi è parsa una storiella adolescienziale con dialoghi e personaggi banali, poco reali. O forse io non ho più l'età per questo genere. Diciamo che questo romanzo lo lascio ai più giovani ^^, magari a loro piacerà. Due stelline perchè la scrittuta è comunque scorrevole e non pesante, nonostante non sia il mio genere