giovedì 16 febbraio 2012

Molto forte incredibilmente vicino

Anche oggi vi parlerò di libri... in particolare uno degli ultimi libri che ho letto e posso dire anche uno dei più belli.
Si tratta di "Molto forte incredibilmente vicino" di Jonathan Sadran Foer.


La storia parla di Oskar Schell, un bambino di 9 anni sveglio ed intelligente con la passione per le invenzioni. La sua mente è tutto uno scrigno da scoprire ed amare. La sua vita è cambiata l'11 settembre 2001 quando due maledetti aerei si schiantarono sulle torri gemelle portandosi via molte vite, tra cui quella del suo amato e adorato padre. Il piccolo Oskar non accetta questa perdita, non accetta che il mondo continui a girare quando uno dei pezzi più importanti del puzzle della sua vita non c'è più, non accetta di vedere sua madre tornare a sorridere e a vivere, mentre lui non riesce e non vuole farlo. Così Oskar si chiude tra gli intricati labirinti che la sua mente riesce a costruire, le sue invenzioni e le sue ricerche. Un giorno tra le cose di suo padre il giorvane inventore trova una chiave assieme ad un bigliettino con scritto "Black". La mente di Oskar si sbizzarrisce, c'è un nuovo mistero da svelare, Black è il nome di una persona o di un colore? Che cosa apre quella chiave? Così Oskar inizia questa nuova sfida che lo porterà a conoscere moltissime persone interessanti e a visitare luoghi nuovi.

Questo libro è ricco di frasi che mi hanno colpita e lasciata senza fiato. Ve ne cito qualcuna:

"Il bambino chiese alla bambina di dire nel barattolo: ‘Ti amo’, senza fornirle altre spiegazioni.
E lei non gliene chiese, nè disse ‘che sciocchezza’, o ‘siamo troppo giovani per l’amore’; e non suggerì neanche alla lontana che diceva ‘ti amo’ perchè glielo aveva chiesto lui.
Invece, gli rispose: ‘Ti amo’.
Il messaggio viaggiò per lo yo-yo, la bambola, il diario, la collana, la trapunta, il filo da bucato, il regalo di compleanno, l’arpa, la bustina da tè, la racchetta da tennis, l’orlo della gonna che un giorno lui avrebbe dovuto toglierle… Il bambino coprì il suo barattolo con un coperchio, lo staccò dalla corda e collocò l’amore della bambina per lui su un ripiano del proprio armadio.
Ovviamente, non potè mai aprire il barattolo perchè altrimenti avrebbe perso il contenuto.
Gli bastava sapere che era lì."

A me piace vedere le persone riunite, forse è sciocco, ma che dire, mi piace vedere la gente che si corre incontro, mi piacciono i baci e i pianti, amo l’impazienza, le storie che la bocca non riesce a raccontare abbastanza in fretta, le orecchie che non sono abbastanza grandi, gli occhi che non abbracciano tutto il cambiamento, mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno, mi siedo in disparte con un caffè e scrivo nel diario, controllo gli orari dei voli anche se ormai li conosco a memoria, osservo e scrivo, cerco di non ricordare la vita che non volevo perdere ma che ho perduto e devo ricordare, essere qui mi riempie di gioia il cuore anche se la gioia non è mia, e alla fine della giornata riempio la valigia di vecchie notizie.

"Mi sono alzato in piedi sul letto, ho puntato le dita verso le finte stelle e ho gridato: “Ho cambiato il corso delle storia dell’uomo!” “Proprio così.” “Ho cambiato l’universo!” “Esatto.” “Sono Dio!” “Sei ateo.” “Non esisto!” Mi sono ributtato sul letto, tra le sue braccia, e ci siamo scompisciati tutti e due.

«Che cosa intendi per seppellire i tuoi sentimenti?» «Anche se saranno fortissimi non li lascerò uscire. Se dovrò piangere, piangerò dentro. Se dovrò sanguinare, mi verranno dei lividi. Se il mio cuore comincerà a dare i numeri, non ne parlerò con nessuno al mondo. Tanto non serve. Rovina solamente la vita a tutti.»


Tra poco uscirà anche una trasposizione cinematografica del romanzo che spero non mi lascerà delusa, nonostante si sa che quello che compare sul piccolo schermo non darà mai le stesse emozioni delle pagine sfogliate. Vi lascio comunque il trailer da visionare, le premesse sembrano buone ;-)


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